Tutto cambia, ma quanto stravolgerà la nostra esperienza lo capiremo solo domenica prima dell’alba (il via alle 5 italiane). La F1 sta entrando in una nuova era piena di dubbi e di domande su quello che l’aspetta. Ecco un paio di schemi per capire meglio. Il resto lo capiremo solo correndo davvero la prima gara…
Le principali novità:
- Dimensioni e peso -Vetture più corte (3.400 mm) e strette (1.900 mm), con un peso minimo ridotto
- a 768 kg (-30kg).
- Power Unit – 50% della potenza dal motore termico e 50% dall’ibrido (350kW di potenza elettrica).
- L’MGU-K (recupero in frenata) passa da 120 kW (~160 CV) a ben 350 kW (~475 CV)
- Aerodinamica attiva e Straight Line Mode – Consente di modificare la configurazione sia dell’ala anteriore sia di quella posteriore nei tratti rettilinei designati offrendo aderenza o velocità in base alle esigenze
- Boost Mode – Sistema di distribuzione dell’energia dell’ERS attivato dal pilota che può essere usato in attacco o in difesa.
- Sorpassi (Overtake Mode) – Sostituzione del DRS con una modalità “override” elettrica, che potrà essere utilizzata dai piloti che si trovano entro un secondo dalla vettura davanti
Vedi anche qui
Il glossario della nuova F1
•Active aero (aerodinamica attiva). Si tratta di elementi aerodinamici mobili (ali, flap, slot) che possono modificare la resistenza all’avanzamento e la deportanza della monoposto durante il giro per ottimizzare prestazione in rettilineo o in curva. Viene attivata dal pilota in parti del circuito designate dalla Federazione e permette di avere maggiore adattabilità tra configurazione “straight” (a bassa deportanza, per i tratti rettilinei) e “corner” (ad alta deportanza, per i tratti in curva), migliorando il bilanciamento tra velocità di punta e il carico aerodinamico in curva.
•Boost. Si tratta di un comando che permette un’erogazione temporanea di potenza massima (combinazione motore termico + motore elettrico) utilizzabile per attaccare o difendersi. Dà al pilota la massima potenza sprigionata dal motore, a prescindere dal punto del tracciato dove viene utilizzata.
•Ibrido semplificato. Con il regolamento 2026 la MGU-K ha incrementato significativamente la potenza massima disponibile (obiettivo: più elettrico disponibile per i sorpassi), e allo stesso tempo semplificato la parte ibrida, eliminando la componente MGU-H. Le regole 2026 hanno rimodulato la PU imponendo un maggiore ruolo dell’elettrico con l’obiettivo di ottenere un rapporto 50/50 tra energia termica ed elettrica nell’erogazione massima.
•Overtake. È la nuova modalità pensata per favorire i sorpassi che sostituisce il DRS. Quando il pilota inseguitore è entro un secondo dal rivale al punto di rilevamento, può attivare una modalità che fornisce potenza aggiuntiva per facilitare il tentativo di sorpasso. A differenza del DRS, l’Overtake Mode non è limitata a zone fisse del tracciato: può essere gestita strategicamente lungo tutto il giro.
•Recharge. Indica i processi e le modalità con cui l’energia viene recuperata (soprattutto in frenata o in rilascio) e immagazzinata nella batteria per essere poi riutilizzata.
•Sustainable Fuel (carburanti ecosostenibili). Si tratta di un tipo di carburante figli di una ricerca estremamente avanzata che si distingue per il basso impatto carbonico. Questi carburanti sono obbligatori dalla stagione 2026. Le power unit devono funzionare con benzine sostenibili al 99% che mantengono prestazione ma riducono l’impronta ambientale complessiva.
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Qualche statistica grazie a http://www.loslalom.it
- Per la prima volta dopo 10 anni i piloti torneranno a essere 22. La maggioranza è britannica. Cinque in tutto, tra cui l’unico esordiente, Arvid Lindblad.
- Quattro campioni del mondo al via, Hamilton, Verstappen, Alonso e Norris.
- I vincitori di almeno un Gran Premio sono 12, quindi in 10 inseguiranno il primo successo.
- I piloti mai saliti sul podio sono invece appena cinque, e se togliamo dal conto Lindblad, che non ha mai corso, quelli a caccia di una prima volta in carriera sono Colapinto, Bortoleto, Bearman e Lawson, tutti con pochissimi GP alle spalle.
- Tutti i 21 piloti che hanno già corso in F1 hanno patito almeno un ritiro. Il più fortunato (o bravo) è stato Piastri, con appena il 5,71% di ritiri, quattro in tutto sui 70 GP disputati.
- La percentuale più alta di ritiri è invece di Bortoleto, cinque su 24 GP, pari al 20,83%. Ma il numero più significativo di gare non terminate è di Fernando Alonso, 82 ritiri su 425 Gran Premi in carriera, una percentuale del 19,29% che ci spiega, almeno in parte, perché Fernando ha vinto solo due titoli mondiali.
L’età media della griglia di partenza è di 28 anni, 7 mesi
- Dai 18 anni e 7 mesi di Arvid Lindblad ai 44 e 7 mesi di Fernando Alonso, l’età media sulla griglia di partenza del GP di Australia sarà di 28 anni, 7 mesi e 21 giorni.
- La media dei sei piloti più giovani al via – nell’ordine Arvid Lindblad, Kimi Antonelli, Oliver Bearman, Gabriel Bortoleto, Isack Hadjar e Franco Colapinto – non arriverà a 21 anni.
- L’altra faccia della medaglia è l’età media dei cinque piloti più anziani che a fine stagione supererà i 40 anni. Si tratta di Fernando Alonso, Lewis Hamilton, Nico Hulkenberg, Valtteri Bottas e Sergio Perez.
- I cinque piloti più giovani possono dunque battere il record di Sebastian Vettel, campione del mondo a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni. Alonso non potrà diventare invece il pilota più anziano a vincere il mondiale. A fine stagione avrà 45 anni e 4 mesi, nove mesi in meno di Fangio quando si laureò campione nel 1957.
- Il record del pilota più giovane a vincere un Gran Premio, detenuto da Verstappen con 18 anni, 7 mesi e 15 giorni, sembra abbastanza al sicuro, a meno che Lindblad non vinca una delle prime due gare stagionali.
- Se Alonso dovesse tornare a vincere a 13 anni dall’ultimo trionfo, non sarà il più anziano a riuscirci. Quattro piloti hanno vinto dai 45 anni e 7 mesi in su: Taruffi, Fangio, Farina e Fagioli.
Gli altri record per età migliorabili nel 2026 sono:
- La pole position più giovane, ma solo da Lindblad e Antonelli (per tutta la stagione) e da Bearman fino al GP del Belgio.
- Il giro veloce più giovane, da Lindblad, ma solo nelle prime due gare.
- Il podio più giovane, sempre da Lindblad, ma sempre e solo nei primi due GP.
- Il podio con l’età media più bassa, soprattutto in una stagione con molti giovani e con tante novità tecniche. Il GP del Brasile 2019 vide sul podio Verstappen, Gasly e Sainz, con un’età media di 23 anni, 8 mesi e 13 giorni, con Sainz che aveva già compiuto 25 anni.
Altri primati importanti sono teoricamente superabili:
- Il numero di titoli mondiali, otto, se dovesse vincere Hamilton.
- L’intervallo tra due titoli, 20 anni se Alonso diventasse campione del mondo. Finora, l’intervallo più lungo tra un titolo e l’altro è costituito dai 7 anni di Niki Lauda, tra il 1977 e il 1984.
- Se Perez diventasse campione del mondo, con i suoi 281 Gran Premi finora disputati diventerebbe il pilota con più gare alle spalle prima del titolo. Ma è un record battibile anche da Hulkenberg, a quota 250, Bottas, a 246 e Sainz, a 229. In realtà, anche Lance Stroll è in corsa. Ora è a 182, se dovesse vincere il titolo all’ultima gara pareggerebbe il record di Rosberg. Infatti, il record attuale è di Nico Rosberg, 206 Gran Premi disputati prima di vincere il mondiale 2016.
- Se Verstappen dovesse vincere almeno 14 gare, diventerebbe il pilota col maggior numero di vittorie con la stessa scuderia. Ora è a 71 con la Red Bull, Hamilton è in testa a questa particolare classifica con le sue 84 vittorie al volante della Mercedes.
- Se Verstappen riuscirà a vincere sia il GP di Barcellona-Catalogna che quello di Singapore (mai vinti prima), stabilirà il nuovo record di differenti Gran Premi vinti. Ora è a 30, Hamilton comanda la speciale classifica con 31.
- Se Ocon non dovesse conquistare la pole position nei primi due Gran Premi diventerà il pilota ad aver disputato più gare senza mai riuscirci. Oggi il record è di Grosjean, con 181 Gran Premi. Ocon lo segue a 180, e subito dietro c’è anche Gasly, a 178. Sono gli unici piloti in attività in grado di battere questo scomodo primato.
- Alonso e Hamilton condividono lo stesso primato di Gran Premi conclusi, 343 a testa. Su Alonso, che ha disputato 425 gare, pesano gli 82 ritiri, contro i 34, più 3 squalifiche, di Hamilton, che ha preso parte a 380 Gran Premi. Chi dei due a fine anno arriverà più volte al traguardo, diventerà il pilota con più gare portate a termine.


